Portare il segnale TV in più stanze senza ritrovarsi con squadrettamenti, canali che scompaiono o audio che salta è possibile, ma richiede qualche accortezza. La scelta di cavi coassiali, splitter, derivatori e prese passanti incide direttamente sulla qualità del digitale terrestre e, di conseguenza, sulla stabilità delle tue Smart TV. In questa guida vediamo come progettare una piccola distribuzione domestica del segnale, evitando gli errori più comuni.
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Scegliere il cavo coassiale giusto
Il punto di partenza è il cavo coassiale. I cavi economici, sottili e poco schermati (spesso indicati come cavo da 3,6 mm o 4 mm) sono più sensibili alle interferenze di rete elettrica, Wi‑Fi e 4G/5G. Meglio preferire cavi da 5–7 mm con schermatura elevata (classi A, A+ o A++), dielettrico in PE espanso e conduttore centrale in rame pieno. Mantieni le tratte più corte possibile, evita curve troppo strette e usa sempre connettori F o IEC di buona qualità, ben serrati, per ridurre perdite e riflessioni di segnale.
Splitter, derivatori e perdite di segnale
Per collegare più TV si usano splitter (ripartitori) o derivatori. Gli splitter dividono il segnale in parti uguali, tipicamente con una perdita di circa 3,5–4 dB per uscita su un 2 vie e oltre 7 dB su 4 vie. I derivatori, invece, hanno una linea “passante” con poca perdita e una o più uscite “derivate” più attenuate, ideali per distribuire il segnale in cascata lungo il corridoio. Scegli dispositivi con connettori schermati, banda 5–862 MHz (o fino a 1 GHz) e controlla sempre sul datasheet l’attenuazione di ogni porta: più TV colleghi, più dovrai bilanciare le perdite.
Quando serve un amplificatore domestico
Se il segnale in ingresso dall’antenna è già debole, ogni splitter aggiungerà ulteriori perdite, causando blocchi e mancata sintonizzazione dei mux. In questi casi è utile un amplificatore da interno con guadagno regolabile (ad esempio 15–25 dB), posizionato vicino all’ingresso del segnale e prima della rete di distribuzione. Evita però di sovra‑amplificare: un livello troppo alto può creare distorsioni e intermodulazioni, con risultato simile a un segnale scarso. La regola: amplificare il minimo necessario, partendo dalla potenza misurata sulla presa principale o con l’aiuto di un tecnico.
Prese passanti e prese terminali: come riconoscerle
Le prese passanti hanno un ingresso e un’uscita verso la presa successiva, oltre al connettore verso la TV: attenuano il segnale di una certa quantità (es. 10 dB verso la TV, 1–2 dB sulla linea passante). Le prese terminali chiudono l’impianto e non hanno uscita passante: spesso includono una resistenza di terminazione da 75 Ω. Di solito sul retro sono indicate come “passante”, “derivata”, “terminale” o riportano i valori in dB. Non usare una presa passante come terminale senza terminatore, né una terminale in mezzo alla catena: rischi riflessioni, perdita di canali e instabilità sulle Smart TV più sensibili.
Errori da evitare per non perdere segnale
Gli errori più comuni sono: usare cavi sottili e lunghi arrotolati dietro il mobile, collegare più adattatori a T economici in cascata, lasciare derivazioni “volanti” non terminate, miscelare vecchi componenti analogici con nuovi, sovraccaricare l’amplificatore con troppe prese. Evita anche giunte improvvisate con nastro isolante: meglio unire i tratti con barilotti F di qualità. Ogni volta che aggiungi una TV, verifica da menu della Smart TV la potenza e qualità del segnale sui canali più deboli, così da intervenire subito se compaiono squadrettamenti.
In sintesi, per collegare più TV senza degradare il segnale serve un approccio ordinato: cavo coassiale schermato, splitter o derivatori scelti in base alle distanze, eventuale amplificatore domestico correttamente regolato e uso corretto di prese passanti e terminali. Con pochi componenti giusti e qualche controllo preliminare puoi costruire una piccola rete TV domestica stabile, pronta a servire tutte le Smart TV di casa senza problemi di ricezione.











