Le moderne TV da gaming offrono una marea di opzioni per migliorare la fluidità delle immagini, tra cui le impostazioni di interpolazione del movimento (spesso chiamate anche MotionFlow, TruMotion, Motion Plus, ecc.). Se questi filtri sono pensati per film e sport, nel gaming possono diventare un’arma a doppio taglio: da un lato rendono l’immagine più fluida, dall’altro possono aumentare l’input lag e alterare la percezione del gioco. In questa guida vediamo come funzionano, quando conviene attivarli e quali TV gestiscono meglio il compromesso tra reattività e fluidità.
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Cosa fa davvero l’interpolazione movimento
L’interpolazione movimento è una tecnologia che crea fotogrammi aggiuntivi tra quelli originali per rendere più fluida la percezione delle immagini, portando per esempio un segnale a 30 o 60 fps verso una resa che somiglia ai 120 fps. La TV analizza i fotogrammi consecutivi, calcola il movimento degli oggetti e genera frame intermedi. Il risultato è una riduzione del motion blur e una maggiore nitidezza durante le panoramiche veloci. Tuttavia, questo processo richiede calcoli complessi e può introdurre ritardi nella catena video, aumentando l’input lag. Inoltre, nel gaming può causare artefatti come scie innaturali o distorsioni dei bordi, soprattutto nei titoli con movimenti molto rapidi o animazioni stilizzate.
Input lag e modalità Game: perché sono fondamentali
Per una vera TV da gaming la priorità è ridurre l’input lag, cioè il ritardo tra la pressione di un tasto e ciò che vediamo a schermo. La maggior parte delle TV moderne integra una Modalità Game che disattiva o riduce i processamenti video più pesanti, tra cui spesso proprio l’interpolazione movimento, per privilegiare la reattività. Un modello pensato esplicitamente per il gaming come la LG OLED AI B5 TV 77 pollici, Smart TV 4K, OLED77B56LA offre input lag ridotto, supporto 4K@120Hz, VRR, G-SYNC e FreeSync, oltre a 4 porte HDMI 2.1, permettendo di sfruttare al massimo PS5, Xbox Series X e PC gaming mantenendo comunque un buon controllo sui filtri di motion.
Quando l’interpolazione può essere utile nei videogiochi
L’interpolazione movimento non è sempre da demonizzare: in alcuni scenari può essere un aiuto. Nei giochi cinematografici o con ritmo lento (avventure narrative, GDR single player, titoli open world esplorativi) un po’ di interpolazione, con impostazioni leggere, può rendere le panoramiche della telecamera più morbide e piacevoli, soprattutto se si gioca a 30 fps. Può avere senso per chi è sensibile al judder (scattosità) durante le rotazioni rapide della visuale. È importante però evitare i profili estremi, che creano il classico “effetto soap opera” poco naturale. L’ideale è sperimentare con i livelli di de-judder e de-blur, cercando il punto in cui la fluidità migliora senza introdurre artefatti vistosi o rallentare la risposta ai comandi.
Quando l’interpolazione rovina l’esperienza di gioco
In molti casi, attivare l’interpolazione è controproducente. Nei giochi competitivi (FPS online, battle royale, picchiaduro, MOBA) anche pochi millisecondi aggiunti all’input lag possono fare la differenza. Qui la priorità assoluta è la reattività, molto più della fluidità percepita. Inoltre, nei giochi con azione frenetica gli algoritmi di motion interpolation possono sbagliare nel predire i movimenti, generando artefatti, sdoppiamenti di immagini, scie strane intorno ai personaggi. Per questi titoli è consigliabile attivare la Modalità Game e disattivare ogni forma di interpolazione, sfruttando invece le tecnologie pensate per il gaming come VRR (Variable Refresh Rate) e l’elevato refresh rate a 120Hz, che migliorano la scorrevolezza senza aggiungere ritardi significativi.
Come impostare al meglio la TV da gaming
La strategia ideale è differenziare le impostazioni per tipo di gioco. Per i titoli competitivi, conviene usare profili con interpolazione disattivata, Modalità Game attiva, VRR on e tutte le elaborazioni extra (riduzione rumore, upscaling aggressivo, filtri dinamici) disattivate. Per i giochi single player lenti o cinematografici, si può valutare un profilo alternativo con un livello moderato di interpolazione, sempre testando attentamente l’input lag e verificando che i comandi restino precisi. Su una TV evoluta come la LG OLED AI B5 OLED77B56LA, il processore α8 Gen2 e le funzioni AI Picture e AI Sound permettono di calibrare immagine e audio in modo avanzato, mantenendo nero perfetto e colori accurati, senza rinunciare alle prestazioni nei giochi.
In sintesi, l’interpolazione movimento sulle TV da gaming è uno strumento da usare con consapevolezza: può migliorare la fluidità nei giochi lenti e cinematografici, ma è spesso dannosa per i titoli competitivi dove servono risposta immediata e precisione assoluta. La scelta migliore è creare profili di immagine separati a seconda del tipo di gioco, sfruttando refresh rate elevati, VRR e modalità Game per preservare un input lag ridotto. Con una TV moderna e ben configurata è possibile trovare il giusto equilibrio tra fluidità, qualità d’immagine e reattività, cucendo l’esperienza gaming su misura delle proprie esigenze.











